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Vallo della lucania

Info generali

Vallo della Lucania (semplicemente Vallo per gli abitanti locali) è un comune italiano di 8 425 abitanti della provincia di Salerno in Campania.
Il comune è sede vescovile e sede del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.
È situato al centro del territorio cilentano in una valle circondata da colline che degradano verso il Mar Tirreno, il territorio del comune è delineato a Est dal monte Gelbison e a Ovest dal monte Stella. Dista solo 13 km dal mare di Ascea e Casal Velino

STORIA

L’antico nome di Vallo della Lucania era, secondo lo storico Giuseppe Maiese, Castrum Cornutum, dal luogo di origine dei suoi fondatori, che, provenienti da Cornutum, città della Dalmazia, vi giunsero non più tardi del secolo IX. Se la prima menzione sul Casale dei “Cornuti” risale a due pergamene del secolo XIII, ritrovate nella Badia di Cava, già un documento del 1052 – come evidenzia l’Ebner – parla di un “loco cornito”, che, per le caratteristiche di nodo viario accessibile e di fiorente polo di sviluppo economico, è residenza di un funzionario longobardo, delegato dal governo centrale nell’amministrazione politico-giuridica-militare della zona. Al suo nome – Castrum Cornutorum – appare verosimile, secondo il Rossi, sia collegato l’appellativo carniculari attribuito ai capi del presidio romano, funzionari nell’amministrazione periferica.
In realtà Vallo era costituita da due casali – Spio e Cornuti (o Vallo) – divisi da un fiume attraversato da due ponti, poi ricoperto nel tratto antistante al municipio, nell’odierna piazza Vittorio Emanuele. Lo sviluppo del borgo (costituito da una serie di fondi rustici, appartenenti ai signori della baronia di Novi) si ebbe, alla fine del secolo XV, quando esso passò sotto il dominio della Santa Casa dell’Annunziata di Napoli. Dopo il secolo XVI, durante il quale si registrò una continua ascesa economico-sociale, nel corso del Seicento, nonostante le continue carestie e la peste che aveva distrutto intere popolazioni, Spio e Cornuti assestarono il loro ruolo di rilievo nell’ambito dello Stato di Novi.
Nel secolo XVIII il paese mutò il nome originario in Vallo di Novi e in seguito Vallo. In quest’epoca raggiunse la sua massima prosperità grazie alla lavorazione della seta e del cuoio. Con queste attività e con l’istituzione del mercato, Vallo divenne un centro ricchissimo, e poté salvarsi dalle varie carestie che si susseguirono in quel secolo, tra cui quella, tremenda, del grano del 1764. Per opera del clero, sul finire del secolo XVIII, assunse il ruolo di fiorente centro culturale, con la fondazione di scuole di teologia, filosofia e grammatica. Dal 1811 al 1860 divenne capoluogo dell’omonimo distretto del Regno delle Due Sicilie; nel 1808 – per volere di Gioacchino Murat – i Casali di Massa, Angellara e Pattano furono annessi al Comune di Vallo, nato dall’unificazione dei due storici casali, come rappresentato nello stemma del comune, che raffigura nella parte superiore un cuore squarciato da due mani (Corinoti), e in quella inferiore una torre con sentinella (Spio).
Nel 1809 furono istituite le scuole pubbliche, e Vallo fu elevata a sede di Sottointendenza e di Consiglio Distrettuale. Nel 1850 fu inaugurato il tribunale circondariale e nel 1851 vi si stabilì l’omonima diocesi. A partire dai moti del 1820-21, passando per quelli del 1828 e del 1848, fino all’epopea garibaldina, Vallo della Lucania rappresentò l’anima e il centro propulsore di ogni iniziativa patriottica e rivoluzionaria.
Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia è stato capoluogo dell’omonimo circondario. Dopo l’Unità d’Italia, si registrò una lieve crisi economica, dovuta alla forte crescita demografica, al non sempre fiorente andamento del settore commerciale e dell’artigianato, alla difficoltà dei piccoli coltivatori di sostenere la pressione del latifondo. Tutto ciò favorì l’esodo dei cittadini vallesi verso il continente americano, ormai meta agognata e sogno di buona parte della gioventù cilentana. Questo fenomeno, eccetto nella parentesi di forzata interruzione del periodo fascista, durerà fino agli anni sessanta.
Vallo della Lucania, insignita del titolo di città con un decreto del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, con le frazioni di Massa, Angellara e Pattano, conta un numero di abitanti pari a 8.855 unità, e si può definire come il centro commerciale e di servizi più importante del Cilento. In promiscuità con i comuni di Novi Velia e Cannalonga, Vallo detiene la proprietà territoriale del monte Gelbison, montagna sacra, che vanta uno dei luoghi di culto più rinomati del Meridione[senza fonte], il santuario della Madonna di Novi Velia. Questo antico santuario basiliano dista 20 chilometri da Vallo, a un’altezza di 1700 m, ed è meta ogni anno di migliaia di pellegrini provenienti da ogni parte d’Italia[senza fonte].
Il 28 novembre del 2008 è ricorso il bicentenario dell’istituzione del comune, avvenuta ad opera dell’allora re di Napoli Giuseppe Bonaparte. Il toponimo originale era semplicemente “Vallo”, mentre il suffisso “della Lucania” venne aggiunto soltanto dopo l’Unità d’Italia.

Frazioni

Lo statuto comunale di Vallo della Lucania non menziona alcuna frazione. In base al 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni[5], le principali località abitate, oltre al capoluogo, sono:

Angellara
Massa
Pattano

Monumenti e luoghi di interesse

Monumenti e luoghi d’interesse

• Piazza Vittorio Emanuele III
• Cattedrale di San Pantaleone (1736)
• Chiesa di Santa Veneranda, Angellara
• Chiesa di Santa Maria delle Grazie (XIV sec.)
• Badia di Pattano (X sec.), ricca di affreschi bizantini
• Portale Pattanese
• Fontana dei Quattro Leoni
• Museo Diocesano
• Chiesa di San Nicola (Rione Spio)
• Cappella di Santa Caterina d’Alessandria detta del Crocifisso (XVII sec.)
• Chiesa di Santa Maria della Vittoria, Massa (XVI sec.)
La maggioranza della popolazione è di religione cristiana, appartenente principalmente alla Chiesa cattolica. Il comune è sede della Diocesi di Vallo della Lucania e ha cinque parrocchie:
• San Pantaleone medico e martire
• Santa Maria delle Grazie
• Santa Veneranda (frazione Angellara)
• Maria SS.ma della Vittoria (frazione Massa)
• Maria SS.ma Assunta in Cielo (frazione Pattano).

Prodotti tipici

Antipasti

mozzarella ind' à mortèlla

Antipasti

alici marinate e baccalà fritto

Primo

laàne e ciciàri

Piatto unico

Mulignàne m'bùttunàte

Dolce

scauràtielli

Infrastrutture

Strada statale 18 Tirrena Inferiore.
Strada Regionale 488/e Innesto SP 47(bivio Cardile)-Moio della Civitella-Innesto SS 18(Vallo della Lucania).
Strada Provinciale 118 Innesto SR 488-Cannalonga-Cimitero di Cannalonga.
Strada Provinciale 201/a Innesto SS 18(Massa di Vallo della Lucania)-Piazza dei Martiri(Vallo della Lucania).
Strada Provinciale 201/b Innesto SS 18(Massa di Vallo della Lucania).
Strada Provinciale 351 Rione S.Crescenzo-Vallo della Lucania.
Strada Provinciale 365 Innesto SP 87-Metoio-Pattano-Innesto SS 18.
Strada Provinciale 406 Innesto SS 18(Vallo della Lucania)-Cimitero.
Strada Provinciale 430/b Svincolo Vallo Scalo-Pattano-Vallo della Lucania-Ceraso-Cuccaro V.-Futani.
Strada Provinciale 433 Innesto SP 365-Palistro-Innesto SR 447.
Ferrovie
La stazione ferroviaria è quella di Vallo della Lucania-Castelnuovo, sulla linea ferroviaria Battipaglia-Reggio di Calabria ed è ubicata a Vallo Scalo a 7 km dal centro cittadino. I collegamenti Vallo Centro-Stazione FS sono assicurati dalle linee 104 e 109 del CSTP trasporto pubblico, con frequenza non continua.

Mobilità urbana
Il trasporto pubblico è assicurato dal CSTP il quale garantisce numerose corse di collegamento tra la cittadina e il suo circondario e una linea diretta con l’Università degli Studi di Salerno.

Altre aziende di trasporto attive in città sono la RIAG per i collegamenti tra Vallo e la costa, Ascea e Casal Velino.

Le autolinee Lettieri garantiscono collegamenti diretti in pullman Vallo-Università, Vallo-Salerno, e Vallo-Napoli.

Le autolinee Giuliano inoltre assicurano una linea Vallo-Agropoli-Battipaglia-Salerno-Napoli.

E infine le autolinee Curcio per i collegamenti tra Vallo e Roma.

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