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Teggiano

Info generali

Teggiano (anticamente Diano, Rianu in dialetto teggianese) è un comune italiano di 7 736 abitanti[2] della provincia di Salerno in Campania, ma parte della regione storica della Lucania.
Il centro storico e il vallo di Diano sono riconosciuti dal Ficlu come Club UNESCO. L’intera città e il vallo di Diano fanno parte del territorio considerato patrimonio dell’umanità UNESCO.

Il centro storico e capoluogo è posto su un’altura isolata nel Vallo di Diano; è costituito da un antico borgo medievale e dalle abitazioni e terreni posti sulle pendici del colle, patrimonio dell’umanità UNESCO e tutelati dal Parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Tutt’intorno all’altura dove è sito il centro storico, sparse per la pianura e le colline sottostanti, si trovano le altre frazioni del comune: Piedimonte, Prato Perillo, San Marco e Pantano. Il territorio comunale, di 61,59 km², è composto per metà da una zona pianeggiante e per l’altra metà da una zona collinare – montuosa. L’abitato di Teggiano sorge a 637 m s.l.m. su un contrafforte del monte Serra di Campo Soprano (1.446 m s.l.m.).La zona collinare e montuosa, compresa l’altura di Teggiano, rientra nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano

Lo storico teggianese Luca Mandelli, vissuto nel seicento, attribuisce la fondazione del paese ai Coloni della città greca di Tegea.
Alla fine dell’Ottocento Giacomo Racioppi invece avanzò l’ipotesi che Teggiano fosse stata fondata dalle genti osco-sabelliche scacciate dalle loro terre a seguito dell’espansione della civiltà Etrusca.
Ultima ipotesi in ordine di tempo è quella che Teggiano sia sorta ad opera dei Lucani all’inizio del IV secolo a.C. Più tardi si attesta il nome Tergia o Tergianum. Notevole importanza spettò alla Teggiano del periodo Italico, che ricoprì un ruolo di primissimo piano sia nell’ambito delle dodici città federate Lucane, che in occasione delle guerre sociali. A testimonianza di quei periodi restano gli innumerevoli reperti storici, costituiti in frammenti classici sia di architettura religiosa che di architettura civile, attualmente disseminati un po’ ovunque lungo le vie del centro storico. Probabilmente la città venne distrutta intorno al 410 d.C. da Alarico. Dal V secolo in poi assunse il nome di Dianum, poi Diano, da cui prese il nome l’omonimo Vallo. Il massimo splendore si raggiunse nel periodo in cui la nobile famiglia dei Sanseverino la destinò a luogo privilegiato. Nel 1485 tra le mura del suo castello fu tramata la famosa Congiura dei Baroni, ordita da Antonello Sanseverino, Principe di Salerno, contro Ferrante 1° d’Aragona, Re di Napoli. Successivamente, nel 1497, Teggiano, rifugio inespugnabile del Principe ribelle, fu assediata dall’esercito del Duca delle Calabrie, Federico, divenuto re nel frattempo. La fama di castello imprendibile non fu sfatata nemmeno in quell’occasione: l’assedio durò molto più del previsto senza che l’esercito riuscisse ad ottenere la presa del maniero. Una resa onorevole, quindi, sancita da patti sottoscritti dal Re e dal Principe, diede salva la vita a quest’ultimo e salvaguardò l’integrità della popolazione che, in massa, era accorsa a dar manforte all’amato signore. Dopo il 1552, anno in cui si verificò l’allontanamento definitivo della famiglia dei Sanseverino, Teggiano diventò feudo di altre nobili famiglie del Regno, che seppero governarlo con alterna fortuna.
Dal 1811 al 1860 è stato capoluogo dell’omonimo circondario appartenente al Distretto di Sala del Regno delle Due Sicilie.
Nel 1862 dal neonato governo italiano giunse ai Comuni del Vallo di Diano l’ordine di evitare nelle loro denominazioni eventuali omonimie esistenti con gli altri Comuni d’Italia. Ottemperando agli ordini ricevuti gli amministratori comunali si misero subito all’opera e si ebbero così Atena Lucana, Sala Consilina, Montesano sulla Marcellana, San Pietro al Tanagro e Monte San Giacomo. Il Comune di Diano fu rinominato Teggiano, dal latino Tegianum, già sua denominazione in età romana. Tale cambiamento fu avversato dai cittadini dell’epoca, capeggiati dal più autorevole di essi, il canonico e storico Stefano Macchiaroli, che definì tale operazione un inaccettabile anacronismo. Ancora oggi la maggior parte dei cittadini usano la vecchia denominazione, dicendo in dialetto: “vàu a Dianu” oppure “nta Rianu”.
Dal 1860 al 1927, durante il Regno d’Italia è stato capoluogo dell’omonimo mandamento appartenente al Circondario di Sala Consilina.

Veduta del lato settentrionale del pianoro valdianese con al centro l’abitato di Prato Perillo
Secondo lo statuto comunale, le frazioni di Teggiano sono:
• Pantano;
• Piedimonte;
• Prato Perillo, 458 m s.l.m., 3.886 abitanti;
• San Marco, 525 m s.l.m., 585 abitanti.

Monumenti e luoghi di interesse

Architetture civili

• Il castello dei principi Sanseverino, attualmente Castello Macchiaroli
• Il Seggio, loggiato che sorge all’incrocio del Cardo e del Decumano in cui si svolgevano le riunioni della universitas.
• Palazzo dei Malavolta, attuale sede vescovile.
• Casa nativa di San Laverio (Largo San Laverio)

Architetture militari

• Castello dei Principi Sanseverino (XI secolo-XII secolo), realizzato in epoca normanna, dal 1860 è chiamato Castello Macchiaroli, in onore della famiglia tuttora proprietaria. Nel corso dei secoli ha subito numerosi restauri ed ampliamenti. Il maniero è stato sede di due importanti avvenimenti storici: la congiura dei baroni del 1485 e l’assedio del 1497.
• Porta della cinta muraria medievale, situata a sud dell’abitato.
• Torri della cinta muraria medievale

Architetture religiose

 

• La cattedrale di Santa Maria Maggiore
• Chiesa di Sant’Agostino
• Cattedrale di Santa Maria Maggiore (XIII secolo), principale edificio religioso della città.
• Chiesa e convento di San Francesco (1307)
• Chiesa di Sant’Andrea
• Chiesa della SS. Annunziata (XIV secolo)
• Chiesa di Sant’Angelo
• Chiesa ed ex convento di Sant’Agostino (1370)
• Chiesa di Sant’Antonio (XI secolo), detta di Sant’Antuono
• Ex battistero
• Chiesa e convento della Santissima Pietà (XIV secolo)
• Chiesa di San Martino (XIV secolo – XVI secolo) Ricostruita tra 1499 ed il 1519 dal nobile Giovanni Carrano che ne ottenne il padronato. Restaurata nel 1820 sempre ad opera della nobile famiglia Carrano.
• Obelisco di San Cono
• Chiesa di San Benedetto ed ex monastero

Musei

• Ex chiesa di San Pietro, ora Museo Diocesano
• Museo diocesano di Teggiano
• Lapidario Dianense
• Museo delle erbe
• Museo della Memoria e dei ricordi
• Museo di San Cono
• Museo della Civiltà Contadina

Prodotti tipici

Piatto unico

Stufati

Piatto unico

Parmatieddi

Piatto unici

Cianfotta faicchiana

Dolce

Sfogliatelle ricce

Dolce

Pizzichinu

Infrastrutture

• Strada Provinciale 11/d Laurino (Innesto SP 69)-Piaggine-Bivio Sacco-Sella del Corticato-S.Marco.
• Strada Provinciale 11/e S.Marco-Piedimonte-Macchiaroli-Silla-Innesto SS 19(S.Vito).
• Strada Provinciale 39/a Innesto SS 166(S.Marzano)-Prato Perillo.
• Strada Provinciale 39/b Prato Perillo-Piedimonte-Teggiano.
• Strada Provinciale 52 Sala Consilina-Teggiano (Innesto SP 11-loc.Macchiarola).
• Strada Provinciale 166 Innesto SP 39-Prato Perillo.
• Strada Provinciale 231 Innesto SP 307 (Riella)-Fontana Vaglio-Tempa Rossa.
• Strada Provinciale 263 dalla SP di Piedimonte-S.Marco-Corticato-Fontana vecchie forbici-Querce-Camerelle-SP Piedimonte-S.Vito.
• Strada Provinciale 295 Strada Ponte Filo-inizio territorio di Teggiano.
• Strada Provinciale 330 Innesto SS 19-Lagno Termine-Innesto SP 11 (Macchiarola).
• Strada Provinciale 395 Innesto SP 11(Silla)-Innesto SP 49 (Sala Consilina).

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