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Castellabate

Info generali

Punto di partenza dei nostri itinerari è S. Maria di Castellabate, frazione di Castellabate, insieme con S. Marco e Ogliastro Marina.
Castellabate, il paese antico, è ubicato sul colle S. Angelo (mt. 280) da cui è possibile ammirare un panorama incantevole costituito dal golfo sottostante compreso tra Punta Tresino (verso nord) e Punta Licosa (verso sud).

Il paese si presenta arroccato, fatto di viuzze e vicoli suggestivi che scorrono fra palazzi nobiliari e casette antiche. Interessante è il famoso Castello dell’Abate, iniziato a costruire nell’ottobre del 1123 per ordine di Costabile Gentilcore, IV Abate di Cava, originario di Tresino, per difendere la popolazione dalle incursioni dei Saraceni e dei Turchi. Fu presidio militare e centro feudale di ben 43 casali, fortificati da torri e serviti da 5 porti da cui si imbarcavano merci per essere scaricate in tutti i più importanti porti del Sud Italia. Denominato originariamente Castello dell’Angelo, alla morte del fondatore, prese il nome di Castello dell’Abate (da cui Castellabate).Caratteristico il suo centro antico e di interessante richiamo artistico e storico la Chiesa parrocchiale detta S. Maria de Gulia (il termine “de Gulia”, dal tardo medioevo, viene interpretato come “della sommità”). Oggi questo stupendo borgo e le sue frazioni, sono tra le mete turistiche del Sud più gettonate anche dal turismo estero

Monumenti e luoghi di interesse

Architetture religiose

Basilica Pontificia di Santa Maria de Gulia: costruita in stile romanico nella prima metà del XII secolo a Castellabate.
Santuario di Santa Maria a Mare: costruita nel 1826 a Santa Maria su una cappella preesistente del XII secolo.
Chiesa di San Marco Evangelista: costruita nel 1911 in piazza Giuseppe Comunale a San Marco.
Chiesa di Santa Maria delle Grazie: costruita a piazza Giovanni Paolo II (Ogliastro Marina) nel 1896 ampliando la precedente cappella omonima del XVII secolo. La chiesa è dedicata a santa Maria delle Grazie in virtù dei numerosi interventi miracolosi a favore dei naviganti della zona[32]. Nel 2011 la facciata è stata rivestita in pietra ed è stata posta la scritta Ave Stella Maris.
Chiesa di Sant’Antonio da Padova: eretta ad una navata nel 1925 a Lago[33].
Chiesa della Santissima Immacolata: costruita in stile moderno, con un campanile di quattro piani e numerose vetrate, a piazza Madre Teresa di Calcutta (Lago).
Chiesa di Santa Rosa da Lima: collocata nell’omonima piazza ad Alano, sul suo campanile con base quadrata è posta la statua della Madonna di Lourdes.
Chiesa dell’Annunziata: edificata nella località omonima dell’Annunziata.
Chiesa di San Giovanni: costruita da Ligorio di Atrani nel 957 a Tresino. L’edificio cristiano annesso ai resti del monastero, nella sua ultima veste settecentesca, è stato sconsacrato e versa in uno stato di degrado. Alla chiesa è legata la leggenda della campana di san Giovanni, la quale venne trafugata dai Saraceni e gettata in mare nella “fossa di San Giovanni” per evitare che la loro nave affondasse in una mareggiata. Si crede che alla mezzanotte di ogni san Giovanni a Tresino sia possibile percepire ancora il suono della campana[34].
Cappella di Santa Maria del Soccorso: edificata per offrire ricovero ai naufraghi sul molo di punta Licosa al fianco di palazzo Granito.
Cappella della Pietà (XVI secolo): di proprietà delle famiglie Criale, Amoresano e Forziati. Il nome deriva da un gruppo scultoreo di scuola michelangiolesca raffigurante la Pietà.
Cappella di San Pasquale (XVIII secolo): incorporata a palazzo Perrotti.
Cappella di San Biagio (XVII secolo): costruita da Luzio Matarazzo nel 1628 per dare sepoltura al figlio morto prematuramente e ai membri di famiglia fino al 1930.
Cappella di San Leonardo (XVII secolo): della famiglia Antico.
Cappella di San Giovanni (XVIII secolo): appartiene alla famiglia Forziati.
Cappella del Santo Rosario (XVI secolo): della omonima confraternita. Precedentemente dedicata a san Bernardino è collocata sul sagrato della basilica Santa Maria de Gulia.
Cappella di Santa Maria della Scala (XVII secolo): patronato della famiglia Perrotti.
Cappella di San Cosimo (XVI secolo): apparteneva alla famiglia Tata e veniva utilizzata come ricovero per gli appestati del 1656 e del colera del 1836.
Cappella di Santa Maria della Pace (XVII secolo): della famiglia Perrotti.
Cappella di Santa Maria del Piano (XVI secolo): era un convento domenicano di proprietà della famiglia Perrotti.
Cappella di Santa Sofia (XIX secolo): di proprietà della famiglia Pepe. È ubicata nel centro storico di Santa Maria.
Cappella di San Marco (XVI secolo): restaurata nel 2012, di proprietà della famiglia De Angelis, si colloca nei pressi del porto di San Marco

Architetture civili

Palazzo Belmonte: è una struttura nobiliare con un parco di cinque acri dei principi Granito Pignatelli di Belmonte, costruito a Santa Maria nel 1733 accorpando edifici preesistenti. Era nato come casino di caccia secondo lo stile degli architetti spagnoli al servizio dei Borbone di Napoli.
Palazzo De Angelis: è un edificio nobiliare del XVIII secolo sito a San Marco. Sul portone dell’ingresso, realizzato in pietra viva cilentana, è posta un’epigrafe di fine Ottocento che recita letteralmente: “Inveni portum. Spes et fortuna valete. Sat me lusistis. Ludite nunc alios” (Trovai il porto, addio speranza, addio fortuna, abbastanza mi avete ingannato, ora ingannate altri). Pare che in origine tale epigramma di autore ignoto fosse un epitaffio greco di una tomba. La zona circostante, infatti, ospita una necropoli.
Palazzo Granito: è un casino di caccia costruito nella prima metà del Settecento da Parise Granito, che, con la cappella di Santa Maria del Soccorso, si affaccia sul molo di punta Licosa. Rappresentava uno dei soggiorni del re Carlo di Borbone, appassionato di caccia e di pesca ed amico della famiglia.
Palazzo Perrotti: è la residenza dei baroni Perrotti situata nell’omonimo lungomare di Santa Maria.
Porto Travierso: detto anche “porto delle Gatte” (trasmutazione da “porticati”), è un approdo situato a Santa Maria che comprende una costruzione ad archi voluta dall’abate Simeone e risalente al XII secolo. Questa struttura ha avuto un peso determinante nella crescita economica e militare di Castellabate. All’interno degli archi vi erano alcuni magazzini, utili per conservare le merci cilentane (cereali, vino e olio d’oliva) che venivano scambiate specialmente con Cava de’ Tirreni e Napoli. Il suo specchio d’acqua accoglie piccole imbarcazioni da diporto nel periodo estivo e i gozzi per la pesca.
Torretta: collocata nell’omonima località a San Marco, è una masseria fortificata seicentesca di proprietà della famiglia Granito. Veniva utilizzata per la produzione di svariati prodotti agricoli, come testimoniano gli annessi depositi, utilizzati per conservare le derrate alimentari. La torre inglobata nella struttura aveva una funzione di avvistamento e di difesa da eventuali assalitori. Alla “Torretta” sono legate le leggende riguardanti lo ius primae noctis, esercitato dal marchese nei confronti delle spose dei propri sudditi.
Villa Matarazzo: era l’ottocentesca tenuta estiva del conte emigrato in Brasile Francesco Matarazzo, che con il suo parco si estende tra corso Matarazzo e il lungomare di Santa Maria. Nei mesi estivi si trasforma in un salotto della cultura ospitando diversi convegni, mostre e spettacoli.
Villaggio di San Giovanni: è un antico villaggio fondato a Tresino intorno all’anno 1000, disabitato dal XVIII secolo a causa dello sviluppo dei centri vicini (Castellabate e Agropoli) e dell’abbandono progressivo delle campagne. Il villaggio è frequentato solo da gruppi di curiosi, turisti e allevatori. L’insediamento urbano si è sviluppato attorno alla chiesa di San Giovanni Battista, favorito dalla presenza di fonti d’acqua, dal clima, e dalle caratteristiche del territorio, ottimale per praticare l’allevamento e l’agricoltura. In tale contesto, formato da diverse abitazioni, fienili, stalle e da un edificio scolastico annesso alla chiesa, nacque Costabile Gentilcore, fondatore di Castellabate

Architetture militari
Il borgo medievale

Piazza 10 ottobre 1123
L’abitato medievale sorge su colle Sant’Angelo e conta cinque accessi: porta “Cavalieri” e porta “di Mare”, dal lato mare; porta “la Chiazza” e porta “Sant’Eustachio” dalle campagne; porta “de li Bovi” dal retroterra (Belvedere). L’accesso principale è dal “Belvedere di San Costabile” (chiamato anticamente “Vaglio”), una terrazza a picco sul mare con vista panoramica del golfo di Salerno, dell’isola di Capri e d’Ischia. Il paese si sviluppa intorno alle mura del “Castello dell’abate”, che fu fondato nel 1123 dall’abate Costabile e completato dal suo successore Simeone, con lo scopo di proteggere la popolazione locale dedita a fiorenti traffici via mare da eventuali attacchi da parte dei Saraceni. La fortezza è dotata di mura perimetrali con quattro torri angolari a pianta rotonda e cela all’interno abitazioni, forni, cisterne e magazzini per le provviste. Sono accessibili i sotterranei, che, secondo alcune leggende, raggiungono le frazioni marine per poter permettere la fuga in caso di invasione. La struttura, completamente restaurata, è diventata un punto di riferimento per manifestazioni artistiche, culturali e sociali. Il borgo è caratterizzato dall’intreccio di vicoletti in pietra viva e stretti passaggi al di sotto delle casette comunicanti. Tra queste si collocano i vari palazzi gentilizi del Settecento, costruiti ex novo o ampliati da dimore preesistenti, che appartengono a famiglie facoltose del luogo o della nobiltà salernitana e napoletana. I principali sono: palazzo Perrotti (del XVII secolo, conserva intatta la stanza di Gioacchino Murat), palazzo Matarazzo (uno dei più grandi e antichi del borgo con i suoi due artistici portali aragonesi e lo stemma di famiglia dipinto su una volta), palazzo Antico, palazzo Jaquinto (con lo stemma in marmo sul portone d’ingresso), palazzo Forziati, palazzo Meriglia, palazzo Verrone, palazzo Gammarano e palazzo Comenale (sede dell’archivio comunale). Ma la vera agorà del borgo medievale è la piazza 10 ottobre 1123 (data di fondazione del castello) con vista panoramica sulla valle dell’Annunziata[1][42].

Le torri costiere

Torre Pagliarola e palazzo Perrotti sulla spiaggia di Marina Piccola
Il sistema difensivo di Castellabate comprendeva diverse torri costiere, innalzate per avvistare le imbarcazioni saracene che si avvicinavano alla costa con l’intento di depredarla o conquistarla e offrire alle popolazioni locali una prima difesa da possibili invasori. Quella meglio conservata è la torre normanno-aragonese della “Pagliarola” o “Perrotti”, che accorpata a palazzo Perrotti domina la Marina Piccola di Santa Maria. Questa opera di origine medievale, ulteriormente potenziata nel 1570, aveva il compito di difendere gli scambi commerciali che avvenivano nel porticciolo “Travierso”. È costituita da una torre a pianta circolare, circondata da una torre più bassa di epoca successiva. Le più antiche, di cui restano visibili i ruderi, sono le torri angioine “di Tresino” (1277), collocata nei pressi di punta Tresino, e quella “di Licosa”, contemporanea alla precedente. Nel periodo 1567-69 fu costruita la torre “Cannitiello” detta anche “Mezzatorre”, presso Licosa, nel 1569 quella “di Ogliastro” o “di Ogliarola” nella punta di Ogliastro Marina, nel 1570 l’altra di avvistamento, posta sulla collina di Licosa e detta “Torricella” o torre “del Semaforo”. Dello stesso periodo, caratterizzato dalla presenza aragonese, è anche la torre “dei Zappini” nei pressi di punta Pagliarolo a Tresino. Alla fine del 1592 risale la torre “della Marina di Ogliastro”, detta anche “dell’Arena” o “delle Ripe Rosse”. Tali postazioni, situate in importanti punti strategici per perlustrare tutto il litorale, comunicavano con segnali di fumo o di fuoco tra loro e con l’abitato di colle Sant’Angelo, dove la popolazione in caso di assalto chiudeva le porte del paese e si rifugiava nel Castello dell’abate

Prodotti tipici

Antipasto

Acquasale

Antipasto

Alici marinate

Primo

Fusilli alla cilentana

Secondo

Ciambota

Frutta

Fichi impaccati

Infrastrutture

Strade
Il principale collegamento stradale è la ex strada statale 267, declassata in strada regionale.

I tratti che collegano il territorio ai comuni limitrofi sono:

Strada regionale 267/b Agropoli (ospedale)-innesto SP 430 (svincolo Agropoli sud)-innesto SP 15 (San Pietro)-innesto SP 237 (Sant’Andrea), principale collegamento con Agropoli e la strada provinciale 430;
Strada regionale 267/c Innesto SP 237 (Sant’Andrea)-bivio Montecorice-bivio Agnone-Innesto SP 15 (Acciaroli), principale collegamento con Pollica, Casal Velino e la strada regionale 447
Le strade provinciali che attraversano il territorio sono:

Strada provinciale 15/a innesto SR 267(San Pietro)-Madonna della Scala-Perdifumo-Mercato Cilento-Sessa Cilento-innesto SP 116;
Strada provinciale 61 innesto SP 15-Madonna della Scala-Castellabate-Santa Maria-Innesto SR 267;
Strada provinciale 70/a innesto SR 267-San Marco di Castellabate-Porto turistico;
Strada provinciale 70/b innesto SR 267-Torre di Ogliastro Marina-Ogliastro Marina;
Strada provinciale 151 innesto SP 70-Piazza San Marco-Pozzillo di Castellabate;
Strada provinciale 237 bivio Sant’Andrea-Contrada Lago;
Strada provinciale 336 innesto SR 267-Annunziata;
Strada provinciale 359 innesto SR 267-Alano.
Ferrovie
Il Comune è servito dalla stazione di Agropoli-Castellabate, situata nel comune di Agropoli (distante circa 12 chilometri da Castellabate) sulla linea della Ferrovia Tirrenica Meridionale.

Porti

Porto di San Marco
La struttura portuale (con capitaneria dipendente dal circondario marittimo di Agropoli) è stata realizzata nel 1954 a San Marco e ospita la flotta da pesca locale e barche da diporto. Contiene circa 413 posti barca per imbarcazioni di lunghezza entro i 16 metri. I fondali oscillano tra i 2,5 e i 3 metri. Il porto, completamente banchinato sul lato interno, è riparato ad ovest da un molo di sopraflutto a tre bracci e ad est da un moletto di sottoflutto a scogliera. È uno scalo estivo del metrò del mare, che collega con partenze giornaliere Castellabate con Napoli, Capri, Positano, Amalfi, Salerno, Agropoli, Acciaroli, Casal Velino, Palinuro e Sapri[86].

Mobilità urbana
I trasporti urbani tra le varie frazioni comunali vengono svolti con autoservizi di linea gestiti dalla società cooperativa SMEC autotrasporti[87]. Il servizio interurbano è garantito dalle linee del CSTP.

Contattaci

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